Diventare wedding planner. Cira Lombardo racconta

Diventare wedding planner – Una giornata con Cira Lombardo” è l’iniziativa formativa ideata dalla wedding planner trapanese Nadia Calvino, ospitata presso il Baglio Ingardia di Fontanasalsa, uno splendido baglio settecentesco nelle campagne trapanesi.

Una trentina di persone, aspiranti wedding planner, o professionisti all’inizio della loro carriera, hanno ascoltato lo speach di Nadia Calvino e le parole di Cira Lombardo: oggi colleghe e anche amiche.

Cira Lombardo

Prima lezione e primo bagno di consapevolezza e umiltà: questo lavoro non si può esercitare da soli, per quanto talento e inventiva si abbia. È necessario costruire nel tempo una squadra di collaboratori. Non un corso, ma un confronto per avere almeno gli strumenti necessari a capire cosa è la professione di wedding planner. La redazione di Nozze in città s’è ritagliata alcuni minuti per una intervista con Cira Lombardo.

Una storia di successo

Wedding Planner, event manager, imprenditrice a capo di due aziende del settore, una decina di collaboratori fissi, l’Accademia del wedding che opera in presenza, on line e con corsi on demand, un fatturato di quasi un milione e mezzo di euro. È la sintesi di 17 anni di professione iniziata in Campania ed oggi praticata in tutto il Paese. Poche righe che non possono riassumere una vita spesa nella ricerca della bellezza e dell’emozione ma che bastano a far comprendere, come dice Cira Lombardo, con ironia tutta campana, che «la wedding planner non è la persona che fa i fiocchetti». «Le skills fondamentali per approcciare a questa professione – ci spiega – sono: la pazienza, la disponibilità, e poi la professionalità. In questo termine c’è un mondo. La professionalità ha radici nella formazione e si sviluppa dalla sensibilità e dal talento della persona che intraprende questa strada».

Cira Lombardo

C’è poi un altro aspetto che non può essere trascurato da un WP: la psicologia. «Bisogna essere un po’ psicologi! Si ha a che fare con tante personalità che non sono solo gli sposi, ma sono la mamma della sposa, la mamma dello sposo, le sorelle, le migliori amiche… il matrimonioe questa volta detto da Cira Lombardo senza ironia è un “affare di famiglia”».

 

Matrimonio, cultura e società

Non stupisca l’affermazione di Cira Lombardo. Nel meridione d’Italia la cerimonia di nozze, in chiesa e poi nel classico “ricevimento” ha ancora un valore molto forte per le famiglie. La gran parte dell’industria del wedding trova le migliori espressione al sud, dove ancora ci sono cerimonie con centinaia di invitati. Altrove, special modo al settentrione, molti di meno. L’osservazione empirica è confermata anche dai dati Istat e dai dati macroeconomici di diversi osservatori: camere di commercio, associazioni professionali e di categoria.

cira lombardo

Una differenza che ha matrice socio culturale: «Forse – considera Lombardonoi abbiamo conservato le tradizioni dei nostri bisnonni, nonni e ancora oggi l’ultima generazione delle mamme crede nella costruzione della famiglia ampia e perciò i legami parentali sono più forti. La zia è ancora una persona della prima cerchia della famiglia, quindi i cugini sono “cugini di sangue”. Noi al sud ci chiamiamo ancora “cugini di sangue”. Al nord, forse poiché i nuclei familiari sono più ristretti si osserva questa differenza, proprio nei numeri e nel concetto di “festeggiare con la famiglia”. Più a sud scendiamo, più i numeri degli ospiti si alzano. Attraversiamo l’Italia i numeri diminuiscono».

All’origine della professione di wedding planner

Una professione che a dispetto di un apparenza effimera ha, invece, una matrice culturalmente molto solida. Nel passato, anche se remoto rispetto alla contemporaneità, erano gli architetti e gli artisti che organizzavano le feste rinascimentali, che erano alla ricerca dello stupefacente, del bello, del dettaglio da proporre agli ospiti.

«In effettiriflette la nostra wedding planner – a volte perdiamo di vista una cosa importantissima. Il primo wedding planner è stato italiano. È stato Leonardo da Vinci che ha organizzato le nozze degli Sforza, anche se ufficialmente questa professione nasce negli Stati Uniti in epoca contemporanea. In qualche modo possiamo associare le nostre figure di moderni WP agli architetti rinascimentali, anche se loro erano prima di tutto degli intrattenitori degli ospiti. E poi le decorazioni floreali venivano utilizzate, sicuramente per abbellire, ma anche per attutire “odori e profumi particolari” dell’epoca (riaffiora l’ironia campana nell’alludere alla scarsa igiene della persona dei nobili rinascimentali, ndr). Così come tessuti e tappeti avevano la funzione di trasmettere la sensazione di calore, perché ovviamente non c’erano le condizioni e le possibilità di riscaldare gli ambienti». 

corso di wedding planner

Architetti di emozioni

 «Questa professione – continua Cira Lombardo ha origine dall’evoluzione delle professioni di architetto e di interior design nel portare l’armonia, equilibrio e perfezione nella logistica e nella gestione dei tempi di un evento: l’evento della vita. Anche perché al sud la tradizione del matrimonio è molto sentita, è una cultura. Qui si ambisce alla perfezione delle atmosfere ed alla gestione dei momenti belli per catturarli con degli scatti indimenticabili. Voglio dire, per sintesi, che l’armonia si crea con le forme e con i colori, e l’atmosfera con le luci. La cattura di questi momenti indimenticabili è legata alla professionalità di esperti fotografi e videomaker. Quindi è un bouquet di professionisti che assicura il ricordo di un momento indimenticabile.

corso di wedding planner

A volte la professione del wedding planner è un po’ sottovalutata. Non si comprende che c’è una grande e lunga formazione professionale. Oltre ad essere un organizzatore di un evento, che i più immaginano legato solo alle decorazioni, cioè la persona che fa i fiocchetti, il WP è prima di tutto psicologia: comprendere le esigenze, i desideri e i sogni di ogni coppia e trasformarli in realtà. Dietro questa realtà da favola c’è un procedurale tecnico: la logistica effettiva, planimetrie, sezioni di ogni scenografia, gestione del tempo. Il WP, come l’organization manager, deve controllare la catena delle produzioni. Non è proprio scontata come professione, né così frivola, oserei dire».

States e italian style, differenze

La moderna professione di WP nasce negli USA e si è diffusa nel mondo secondo stili diversi: «Ad oggi abbiamo quattro stili fondamentali: gli anglosassoni, legati agli americani; noi italiani; gli inglesi, e poi abbiamo i libanesi. Sono tutti mondi diversi. I matrimoni libanesi che sono così “wow”, puntano molto sugli arredi e sulla ricchezza degli ambienti; mentre gli americani che non sono degli aficionados del fashion, del trend, hanno i loro eventi molto legati agli aspetti floreali. Infatti il primo WP americano nasce da una bottega di un fiorista. I WP italiani creano atmosfere e scenografie ovattate, perché il nostro matrimonio è molto tradizionale ed è legato ai valori della famiglia. Forse è proprio la nostra cultura, il nostro calore che ci differenzia nell’organizzazione».

corso di wedding planner

Come avvicinarsi alla professione di wedding planner

«Diciassette anni fa, quando ho iniziato, – ricorda Cira Lombardo ho dovuto rivolgermi a professionisti esteri perché in Italia non c’era ancora un punto di riferimento. Oggi, invece, per chi volesse avvicinarsi a questa professione esistono tutor, in tutta Italia. In modo particolare l’Accademia del Wedding è una azienda formatrice storica del settore. Io dico alle ragazze che vogliono approcciare a questo mondo di non andare allo sbaraglio e di non indebolire la nostra categoria con l’improvvisazione. Devono capire che non si tratta solo di fare fiocchetti. Quindi se esistono delle “anziane” di questo mondo, perché non approdare a dei corsi professionali, almeno per comprendere il “dietro le quinte” di questa professione che, ripeto, non è così “leggera”.

 

Cira Lombardo

Non solo donne

L’osservazione empirica, anche dalle presenze nella sala del Baglio Ingardia di Fontanasalsa, si evince che sono molte di più le donne a praticare la professione di wedding planner o ad aspirarvi. «Forse – conclude Cira Lombardo la donna è cresciuta portando con sé l’idea del matrimonio e l’attenzione alla costruzione di un evento così tradizionale e culturalmente rilevante nella nostra società. Forse dalle donne ci si attende un quid in più, una velocità maggiore nel comprendere le esigenze e i desideri di una futura sposa. Quindi, diciamo che a oggi la percentuale delle WP al femminile è più alta dei WP al maschile. Però, in fin dei conti è come in tutte le altre professioni, si hanno sensibilità diverse. Il talento espresso anche al maschile, perché no? L’armonia, l’atmosfera la bellezza possono essere create da chi ha sensibilità e un talento nell’organizzazione a prescindere dal genere».

Ph: Con gli Occhi di Giulia Photography

 

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