Le ultime linee guida per i matrimoni

Tutto quello che c’è da sapere per le nozze a partire dal 15 giugno

Le ultime linee guida per i matrimoni le avevamo ampiamente anticipate qualche giorno fa.
La redazione di Nozze in Città (rivista e sito web) ha seguito con particolare attenzione la vicenda che investe direttamente, oltre che i protagonisti principali, sposi e loro famiglie, migliaia di operatori della wedding industry in tutto il Paese. Rimandiamo quindi a quell’articolo (lo potete leggere qui) e per completezza offriamo la possibilità di leggere nel dettaglio le linee guida per i matrimoni nel documento elaborato dalla Conferenza delle Regioni e integralmente recepito dal Comitato Tecnico Scientifico e dal Governo (qui il pdf)

Le ultime linee guida per i matrimoni

Tuttavia vi sono anche delle sostanziali e importanti novità, alcune vanno in direzione di una maggiore semplificazione, altre richiamano la necessità di misure di prevenzione, che sono per altro anche di buon senso. Dunque ripartenza il 15 giugno, come noto.

Green Pass (certificato verde) per tutti

Resta ferma la necessità del green pass, termine mutuato dalle regole sulla possibilità di viaggiare nel Paese e in Europa. In sostanza tutti i partecipanti alle nozze, a partire dagli sposi, devono poter dimostrare che siano già stati vaccinati (con uno qualsiasi dei vaccini ammessi dal Ministero della Salute), o siano guariti da covid19 (con certificato dell’ASP o del proprio medico), oppure che siano in possesso di un tampone negativo, cioè il referto di un test molecolare o antigenico rapido per la ricerca del virus SARS-CoV-2 e che riporti un risultato negativo, eseguito nelle 48 ore antecedenti. Molti laboratori di analisi, autorizzati dalle ASP rilasciano, insieme all’esito del test, una sorta di green pass che ha a tutti gli effetti valore legale.

Le ultime linee guida per i matrimoni

Nessun limite al numero degli invitati, nel rispetto delle distanze

Le famiglie numerose, con solidi e abbondanti legami parentali, grazie alle ultime linee guida per i matrimoni tirano un sospiro di sollievo. Via libera all’invito di pro-cugini e degli zii che si incontrano solo per le grandi occasioni. Dunque si possono nuovamente celebrare i matrimoni con 300 / 400 invitati.

Il limite non è dato aprioristicamente da una regola determinata ma, più ragionevolmente, dagli spazi a disposizione. Il consiglio del CTS è di festeggiare in spazi aperti, se invece si opta per spazi chiusi devono essere ventilati (favorendo l’apertura di porte e finestre) e devono essere rigorosamente rispettate le distanza tra i tavoli di 2 metri dai bordi. In pratica 50 centimetri per ogni seduta e un metro tra le sedute.

Ovviamente sarà preferibile per ciascun tavolo rispettare la distanza di un metro tra ciascun commensale, a meno che non siano conviventi. Queste le regole se non mutano le condizioni epidemiologiche. Dunque, se avete a disposizione sale e giardini ampi, nessun problema.

Non c’è più bisogno del covid manager…

Le ultime linee guida per i matrimoni hanno fatto cadere l’iniziale indicazione del covid manager, figura mutuata dai protocolli per gli ambienti destinati a rappresentazioni e spettacolo individuata dalla Conferenza delle Regioni. Inizialmente veniva addirittura richiesto un covid manager ogni 50 invitati. Indicazione superata proprio grazie all’introduzione del certificato verde.

…ma l’elenco degli ospiti rimane obbligatorio

In linea di massima, comunque, il covid manager è una figura professionale di cui le grandi sale di ricevimento sono già dotate. Quasi sempre si tratta dello stesso personale chiamato a far rispettare le regole di sicurezza sui luoghi di lavoro.

In ogni caso, il personale della sala dovrà assicurarsi che nessuno degli ospiti abbia una temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi. Il responsabile del locale dovrà tenere, per almeno 14 giorni, l’elenco nominativo dei partecipanti: con indirizzo e numero di telefono e posizionamento tra i tavoli, . Una misura per consentire alle autorità sanitarie un eventuale tracciamento.

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Distanziamento, distanziamento, distanziamento

Non sarà un liberi tutti, tant’è che nelle linee guida per i matrimoni sono state indicate anche misure che dovrebbero essere considerate di semplice buon senso e non dovrebbero neppure essere codificate. Ci riferiamo al momento del caffè e dell’ammazzacaffè, per esempio. La somministrazione al bar è consentita ma nel rispetto del distanziamento interpersonale tra i non conviventi. Soprattutto non dovrà realizzarsi alcun assembramento rispetto alla capacità di servizio del banco.

Per la stessa ragione, e per il rispetto delle misure di igiene generali, sono da evitare le “confettate”. Le bomboniere potranno solo essere distribuite dagli sposi; non possono essere poste su un unico tavolo al quale ciascuno si avvicina magari maneggiando più scatole.

Il ruolo dei professionisti

Le ultime linee guida per i matrimoni recano indicazioni anche per i professionisti delle nozze. Fotografi e operatori di ripresa dovranno indossare la mascherina chirurgica qualora siano costretti a una distanza interpersonale inferiore a 1 metro per organizzare pose del servizio fotografico.

I gruppi musicali dovranno posizionarsi a debita distanza, non meno di 3 metri dal tavolo più prossimo, meglio se dotati di barriera antidroplets. Vietati i karaoke collettivi, consentite esibizioni personali degli ospiti purché i microfoni siano dotati di volta in volta di un presidio monouso che va cambiato per ciascun “cantante”.

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Il ballo è consentito, in linea teorica, calcolando una superficie di 2 metri quadrati a persona. Le linee guida suggeriscono un potenziamento del ricambio d’aria nel locale. Francamente questa ultima indicazione sul ballo ci lascia perplessi e, quindi, ribadiamo che il buon senso è la misura di prevenzione più efficace.

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