Le fedi. Simbolo del vincolo nuziale

Le fedi o “vere” sono gli anelli che si scambiano gli sposi durante il rito del matrimonio e simboleggia l’unione tra i due che si giurano fedeltà per tutta la vita. Le fedi e gli anelli di fidanzamento hanno origini molto antiche.

Un po’ di storia delle fedi

In epoca Romana si distingueva l’anello di fidanzamento, detto “anulus pronubus”, che suggellava la promessa di matrimonio, da quello nuziale, detto invece “vinculum”. Quest’ultimo veniva affidato alle donne. Il più delle volte recava il sigillo di famiglia con cui le matrone romane imprimevano nei sigilli a cera il “signum” di chiusura di lettere, cassetti, madie, ante di armadi, allo scopo di custodire beni preziosi e impedire furti.

 

L’origine dell’anello nuziale si attribuisce agli egizi.
Al popolo delle piramidi si attribuisce anche l’individuazione del cerchio come figura perfetta che raffigura l’unione.

I ritrovamenti archeologici dimostrano, però, che gli egizi applicavano agli anelli sigilli con scarabei e geroglifici e che poco importava il materiale dell’anello che poteva essere d’oro, ma anche di legno, o di osso.

I greci importarono dall’Egitto la consuetudine: piccoli cerchi d’oro con cammei e incisioni.

A loro volta i romani dai greci e dagli stessi egizi, durante la loro dominazione sulle rive del Nilo, acquisirono l’uso delle fedi nuziali che entrarono nelle  complesse forme dei contratti nuziali latini. In periodo coevo a quello degli egizi già la legge ebraica assegnava allo scambio di anelli tra un uomo e una donna il vero suggellamento del legame di unione matrimoniale.

FEDI ANTICHE

In Europa le fedi compaiono, oltre che nella popolazione romanica, anche nelle popolazioni barbariche tra le quali, per suggellare la promessa d’amore, le coppie si scambiavano un cerchietto, prevalentemente di ferro, in segno di fedeltà.

Le prime comunità cristiane raccolsero la cultura greco-romana degli anelli riccamente incisi e lavorati con vari simboli, anche non specificamente cristiani, anzi molti attribuibili alle figure e ai riti pagani ancora coesistenti. Per questa ragione la Chiesa cattolica ricondusse le fedi, vietandone la lavorazione, alla semplicità della vera, liscia e non lavorata, e d’oro in quanto metallo simbolo di eternità.

Secondo un’altra tradizione medievale la futura sposa dopo aver intrecciato un suo capello e quello dello sposo all’anulus lo teneva per nove giorni sul cuore per scambiarlo poi con il marito nel giorno delle nozze.

In età rinascimentale ricompaiono le prime fedi con incisioni, sia all’esterno che all’interno. L’abitudine, sia maschile che femminile, di indossare la fede si affermò del tutto solo a partire dal XVI secolo, mentre la consuetudine di incidere i nomi degli sposi e la data delle nozze all’interno di questo risale al Settecento.

Le fedi a sinistra?

Ancora agli egizi si attribuisce la consuetudine di portare le fedi all’anulare della mano sinistra. Il perché non è storicamente dimostrato, ma ad essi viene attribuita l’indicazione secondo la quale dall’anulare passa una piccola arteria che risalendo il braccio arriva direttamente al cuore.

Lo apprendiamo da uno storico romano Aulo Gellio che in un trattato scrive: «Quando si apre il corpo umano, come fanno gli Egiziani, e si operano le dissezioni, si trova un nervo molto sottile, che parte dall’anulare e arriva al cuore. Si ritiene opportuno dare l’onore di portare l’anello a questo dito piuttosto che ad altri, per la stretta connessione, per quel certo legame che lo unisce all’organo principale».

scambio fedi mano sinistra

Un’altra ragione viene collegata al rito della liturgia cattolica e alla gestualità del celebrante che con le tre dita della mano sinistra aperte a simboleggiare la trinità segna le vere “nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo…”, benedicendole perché siano infilate nel quarto dito della mano.

Entrambi le ragioni non appaiono convincenti fino in fondo perché ogni Paese ha la sua consuetudine a prescindere dalla confessione religiosa cristiana, cattolica, protestante, ortodossa.

Oppure le fedi a destra?

In Italia le fedi si portano al dito anulare della mano sinistra, ma va chiarito che in alcuni paesi dell’Europa Centro Orientale (Polonia, Austria) si usa metterle all’anulare destro.
Anche nella cattolicissima Spagna (tranne che in Catalogna), e in alcuni paesi di lingua spagnola dell’America latina (Venezuela e Colombia) si porta a destra. In molti paesi protestanti (Norvegia, Svezia) si porta a destra.

scambio fedi mano destra
A destra si porta anche in nazione di confessione Ortodossa (Bulgaria, Grecia) e in Ungheria (equamente divisa tra cattolici e protestanti). Nel Regno Unito (confessione anglicana) la fede si porta a sinistra e così negli Stati Uniti di tradizione protestante.

Più prosaicamente, e logicamente, si può anche immaginare che, la fede si porti sull’anulare sinistro per motivi di praticità: l’anulare è il dito più debole della mano e di conseguenza il meno utilizzato.

Materiali e forme delle fedi

La fede è, generalmente, in oro giallo che può essere integrato o sostituito da quello bianco, rosso o dal platino.
Esistono diversi tipi di fedi, legate all’arte orafa ed alle tradizioni:
Classica: è tonda e smussata.
Francesina: è sottile e leggermente bombata.
Mantovana: è più alta e più piatta e di solito pesa di più.
Platino: molto rara e costosa e poco usata.
Bicolore: due cerchi intrecciati di oro giallo e bianco.
Tricolore: tre cerchi intrecciati di oro giallo e bianco.
Unica: ha incastonato un diamante
Sarda: è decorata come un pizzo chiacchierino
Ossolana: tipica dalla Val d’Ossola, è espressione dell’antica tradizione orafa della zona. Riporta quattro significativi simboli: la stella alpina (purezza); il grano saraceno (prosperità); i nastri intrecciati (perpetuità dell’unione); le mezze sfere (augurio di prolificità).
Etrusca: è piatta e decorata da scritte bene auguranti.
Ad Incastro: ognuno porta la sua separatamente, però, le due insieme, si incastrano alla perfezione; un dettaglio semplice che però racchiude un grande significato.

fede classica, francesina, mantovana, platino, bicolore, sarda, ossolana, etrusca

Fedi con “oro sicuro”

Quando si parla di fedi vengono in mente i classici anelli in oro giallo ma oggi esistono alternative originali e per tutte le tasche.

Per chi desidera un “matrimonio eco”, cioè rispettando la natura, è possibile optare per le fedi in “oro riciclato”. Basta raccogliere l’oro vecchio, cioè tutti quei monili che per varie ragioni non si indossano più e portarli da un orafo che darà vita a delle fedi che saranno per voi pezzi unici. Abili artigiani sono inoltre in grado di creare anelli nuziali particolari e realizzati con materiali riciclati.

Una delle alternative più originali riguarda le fedi nuziali in legno, materiale senza dubbio insolito e particolare, che aiuterebbe a progettare un matrimonio fuori dal comune. Il vantaggio è che questi anelli sono tutti pezzi unici, personalizzabili e spesso creati utilizzando materiali di riciclo. Ancora meglio se il legno provenisse da un oggetto importante e significativo per la coppia.

 fede in legno

Un ultimo consiglio riguarda le cosiddette fedi nuziali etiche, cioè realizzate con oro per il quale è possibile avere una certificazione che attesti che per la sua estrazione  non sono stati provocati danni ambientali o inquinamento e, soprattutto, che non siano stati violati i diritti umani delle persone che si occupano della sua estrazione, spesso operanti in condizioni lavorative assolutamente miserevoli.

Molte case produttrici accompagnano i gioielli con una certificazione prodotta dal “Conflict-Free diamonds Council”, che attesta che per l’estrazione dell’oro e delle pietre preziose con cui è fatto un monile e per le successive fasi di lavorazione e transazione internazionale non è stata esercitata violenza e non vi siano dietro conflitti regionali e internazionali.

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