UN MATRIMONIO PERFETTO.
 

Personal Economist

Antonello La Commare

IPOTECA SUL FUTURO

Gestione del risparmio e previdenza complementare

La gestione del risparmio è uno degli aspetti principali della economia familiare.
La programmazione degli impegni economici ci indirizza verso scelte che possono cambiare la qualità della vita, nel breve e nel lungo periodo. Le compagnie di assicurazione svolgono oggi un ruolo importantissimo nella gestione del risparmio ed hanno una funzione sociale sempre più importante, perchè intervengono sia nei servizi di tipo più strettamente finanziario, con i prodotti di investimento e di pensione complementare, sia nel comparto tradizionale della gestione del rischio. 
La scelta di mettere da parte una quota del proprio reddito ha le più differenti motivazioni: c’è chi risparmia per prudenza, chi per raggiungere un obiettivo in un tempo prestabilito, chi per il piacere dell’accumulo; e l’importanza dell’obiettivo da raggiungere ci motiva in questo comportamento. 
La flessibilità del lavoro ha compresso il potere d’acquisto, ha diffuso forme di occupazione a remunerazione medio-bassa, ha ridotto la capacità di risparmio delle famiglie. Quest’ultima, comunque, nel nostro Paese, è ancora tra le più alte d'Europa. In una fase economica come quella che stiamo vivendo le scelte devono essere ancora più consapevoli. 
Tra una giovane famiglia dei nostri giorni ed una di trenta anni fa ci sono tante differenze. Una, fra le più importanti, è la questione relativa alla pensione. I nostri genitori avevano la certezza che, lavorando un numero ragionevole di anni, sarebbero stati in grado, poi, di andare in pensione senza subire contraccolpi finanziari: cioè mantenendo la stessa capacità di guadagno. Ora sappiamo che non è più così, perchè le nuove pensioni si baseranno non solo sui versamenti obbligatori, ma anche su quelli volontari: la cosiddetta “pensione complementare”. 
Questa certezza però non deve scoraggiare né deprimere, perchè depressione e scoraggiamento hanno una sola conseguenza: la mancanza di azione. Uno dei fattori principali da considerare è il fattore tempo, che ci consiglia proprio di agire in fretta.
Non è questa la sede per spiegare nel dettaglio i vantaggi della previdenza complementare, ma la tempestività è oggi il concetto che deve essere fatto proprio da una giovane coppia. 
I dati dell’Inps ci dicono che un lavoratore dipendente avrà una pensione del 35 per cento inferiore al suo ultimo stipendio e che per un lavoratore autonomo o per un precario si può arrivare ad una riduzione del 60 per cento. Dunque ci si deve attrezzare per tempo affinchè questo divario si riduca.
Uno dei motivi per cui i giovani si scoraggiano dall'intraprendere un percorso di previdenza integrativa è proprio la lontananza dall’obiettivo. Un venticinquenne fa fatica a rinunciare ad acquistare uno di quei dispositivi elettronici pieni di appeal, ma spesso non è disposto ad una analoga spesa per avere un beneficio 40 anni dopo, ovvero a 65 anni.
Se però facciamo due conti, i numeri, come sempre, ci vengono in aiuto e ci fanno capire molte cose.
Per disporre di una pensione integrativa vitalizia di 500 euro al mese, oggi un uomo di 65 anni deve avere a disposizione una somma di circa 120 mila euro, che sarebbe il risultato dell’accumulo dei propri risparmi maggiorati dei rendimenti finanziari.
Se questo sessantacinquenne avesse cominciato a risparmiare negli ultimi dieci anni, avrebbe avuto bisogno di un versamento annuo che possiamo definire eufemisticamente “impegnativo”, di almeno 10 mila euro.
Se invece avesse cominciato a pensare a questa esigenza appena entrato nel mondo del lavoro, magari anche come precario e con basso reddito (come purtroppo succede oggi ai giovani lavoratori), potremmo calcolare che il suo accantonamento “medio” passerebbe a 1.200 euro annui.
Ciò significa che per iniziare una forma di previdenza complementare potrebbero bastare, per i primi anni, cifre abbastanza abbordabili, o almeno simili al costo di uno smartphone.
Senza considerare che l’adesione precoce comporta vantaggi anche sul trattamento fiscale a scadenza.
Quindi bisogna insistere sulla tempestività e sulla informazione e interagire con la propria banca o con il proprio agente di assicurazione, affinchè il servizio ottenuto sia in linea con le proprie attese. Infatti bisogna sapere che, iniziando un percorso di previdenza complementare, non si è “obbligati” a versare ogni anno (e questo per tamponare eventuali problemi economici o perdita temporanea del lavoro) nè, cosa più importante, che ci si debba legare alla banca o alla compagnia di assicurazione con cui abbiamo iniziato, perchè la scelta del nostro gestore e del nostro consulente previdenziale può essere cambiata in qualsiasi momento, allorchè non siamo soddisfatti del servizio ottenuto.

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