UN MATRIMONIO PERFETTO.
 

La parola all'avvocato

Iolanda Frazzitta
Avvocato Civilista

DIRITTI E DOVERI NEL MATRIMONIO

 

Lettura ragionata dell’articolo 143

Nel matrimonio, con la pronuncia del fatidico “SI”, gli sposi assumono una serie di doveri, nei confronti l’uno dell’altro e della nuova famiglia, che trovano la loro fonte giuridica negli articoli del codice civile letti durante la celebrazione.

Spesso gli sposi, presi dall’emozione del momento, non prestano però la dovuta attenzione alla lettura durante la cerimonia. Ritengo opportuno, quindi, fare una breve analisi dei diritti e dei doveri che impone la legge ai neo consorti.

Il diritto fondamentale che scaturisce dal matrimonio è quello di uguaglianza dei coniugi: entrambi sono posti su una posizione di assoluta parità rispetto a tutto ciò che riguarda la vita familiare. Allo stesso modo si trovano vicendevolmente gravati da una serie di doveri. Deriva dal matrimonio – recita testualmente l’articolo 143 c.c. – il reciproco obbligo di fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione.

Vediamo nel dettaglio qual è il contenuto effettivo di ciascuno di questi obblighi. 

La fedeltà reciproca costituisce il cardine di una unione coniugale duratura. Comunemente, si ritiene che la violazione di tale dovere si concretizzi nell'intrattenere relazioni sessuali al di fuori della coppia, sottraendosi alla dedizione esclusiva, fisica e spirituale, in favore del proprio coniuge. Questa originaria impostazione è stata oggetto di revisione attraverso l’opera interpretativa della Corte di Cassazione che, in alcune pronunce, ha esteso l’ambito del dovere di fedeltà, fino a sanzionare fatti e comportamenti che non si estrinsecano in attività sessuali con un terzo. In una nota sentenza (cass. civ. 18/9/97 n.9287) la Suprema Corte ha, infatti, espressamente statuito che il dovere di fedeltà consiste nell'impegno, ricadente su ciascun coniuge, “di non tradire la fiducia reciproca… e non deve essere inteso soltanto come astensione da relazioni sessuali extraconiugali”. E si è spinta anche oltre ritenendo ammissibile l’addebito della separazione al coniuge infedele che, pur non avendo commesso adulterio, ed in considerazione dell’ambiente in cui i coniugi vivevano, avesse comunque offeso irreparabilmente l’onore e la dignità dell’altro coniuge. Va peraltro chiarito che il dovere di fedeltà può essere oggetto di intesa da parte dei coniugi, i quali ben possono disciplinarne il contenuto, senza tuttavia ignorare che esiste un certo minimo inderogabile a cui non possono sottrarsi. In altre parole un coniuge non potrebbe certamente opporre la preventiva accettazione dell'altro per legittimare la propria dedizione, spirituale e materiale, nei confronti di un terzo, poiché questo accordo sarebbe totalmente privo di alcun effetto giuridico. Buon senso in questo caso è d’obbligo! 

Altro obbligo è quello di reciproca assistenza morale e materiale. Gli sposi si impegnano cioè a vivere insieme venendosi reciprocamente incontro nelle necessità ed indirizzando unitariamente la loro vita di coppia. Ecco quindi che l’obbligo di assistenza va ben oltre il prestare gli alimenti al consorte “bisognoso”: è il rispetto della personalità e delle esigenze dell’altro che consiste anche nel sostegno al proprio compagno nell’affrontare le difficoltà e gli imprevisti che la vita gli pone innanzi. Ed è un impegno che gli sposi assumono reciprocamente rispetto all’altro, anche se a volte si è portati a dimenticarlo! I coniugi si impegnano poi a collaborare alla gestione familiare con il proprio contributo al lavoro anche domestico ed al sostentamento e all’istruzione dei figli. Questi doveri nascono dalla convivenza familiare e ad essa sono strettamente collegati, tant’è che se viene meno la vita in comune, per allontanamento dalla casa familiare senza giusta causa, cessa anche tale obbligo in capo ai consorti. 

Ed ancora bisogna accennare ai doveri di coabitazione dei coniugi nel luogo ove hanno fissato la propria residenza familiare ed a quello di contribuzione ai bisogni della famiglia in misura alle proprie capacità.  Quest’ultimo è un onere che permane anche nell’ipotesi di separazione trasformandosi in dovere di mantenimento. A ben vedere quindi il matrimonio è un momento importante non soltanto perché è il preludio ad una evoluzione della coppia in famiglia ma soprattutto perché è un impegno che richiede il rispetto di una serie di regole giuridiche, oltre che morali e/o di fede, che hanno degli effetti giuridici importanti, ma soprattutto mirano a salvaguardare la famiglia che ne deriva.

 

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