UN MATRIMONIO PERFETTO.
 

IO & TU

IL FASCINO DELLA NOBILTÁ

Liana Mistretta, giornalista di RAI News, inviata a Londra,
racconta il matrimonio di William e Kate.

 

 

È finalmente realtà il matrimonio da sogno dell’anno: il principe William Arthur Philip Luois Windsor ha preso in sposa miss Catherine Elizabeth Middleton di Bucklebury, nel Berkshire. Anche se per i sogni divenuti cronaca e materia per i mass media è difficile mantenere la componente dell’incanto, il loro sembra esserci riuscito e l’universo dei sognatori soddisfatti è più vasto di quello degli scettici. Per cui trascorrono i giorni e si sprecano i commenti che a nulla in fondo servono, perchè come ricordano le fiabe: “…e vissero tutti felici e contenti …e noi qui, che stringiamo i denti”.

Per rendere più tangibile quel che è stato possibile a tutti seguire attraverso gli schermi, abbiamo intervistato Liana Mistretta, inviata di Rai News 24 al matrimonio reale. 

Quanto era forte l’aria della festa, per le strade di Londra? 

Era la festa nella festa: immenso il trasporto dei presenti. Per gli inglesi la Regina è la tradizione, è la continuità. La Monarchia è essenziale e questo matrimonio è importante perché William, quando sarà il momento, diverrà Re. A questi sentimenti se ne aggiungono altri più semplici e comuni: questa è stata la loro telenovela vivente, la ragazza dalla vita normale, non blasonata e non predestinata, sposa il suo principe e un giorno, anche lei, sarà regina. Quando il sabato nella tarda mattinata sono usciti da Buckingham Palace per recarsi al Castello di Windsor, lei indossava un abito blu di Zara, del costo di 50 euro. È cambiato molto rispetto al passato, Kate Middleton è una donna nella quale è facile rivedersi e nella vita quotidiana continua a essere la ragazza di sempre. Tutti i negozi hanno dedicato una vetrina al matrimonio reale, nella più semplice c’erano le congratulazioni agli sposi. Ed erano affisse le bandiere, che non è un’abitudine in Inghilterra; per rispetto della multiculturalità e della democrazia: non si ostenta la bandiera. 

Cosa era palese nei visi dei  presenti, che assistevano da gente comune all’evento? 

Ognuno voleva “acciuffare” un dettaglio del matrimonio per sé. I presenti erano tutti diversi e partecipi nella loro individualità, è viva la multiculturalità e l’integrazione. La “donna velata” si sente tanto inglese quanto chi lo è da secoli. Nella più antica moschea di Londra, si teneva uno street party, tavolata e musica sino all’alba, hanno fatto festa per gli sposi. Anche la moglie del primo ministro britannico, Samantha Cameron ha festeggiato assieme alla gente, democraticamente, al numero 10 di Downing Street. C’era pure chi dissentiva, una minoranza comunque, e una disegnatrice inglese ha messo in giro i “sacchetti per il vomito reale”, per coloro ai quali non interessava il matrimonio.

Com’era vestita la gente per strada?

Le signore, da cerimonia, in tacchi e con il cappello.
Descritta l’atmosfera generale, passiamo alle tue impressioni sul matrimonio. L’abito della sposa?
Un capolavoro, semplice e prezioso, della direttrice creativa Sarah Burton, per Alexander McQueen (famoso stilista inglese suicida; c’è chi ha criticato la scelta perchè  legata a questo triste episodio). Splendido il corpetto in pizzo ricco di fiori ricamati singolarmente dalla Scuola reale del ricamo, sessanta ricamatori al lavoro, che ogni mezz’ora dovevano fermarsi per evitare di sporcare o macchiare l’abito e ogni tre ore, cambiare l’ago. 

E lo sposo, come ha atteso la sua sposa, emozionato?

Quando è all’altare lo sposo non può girarsi nell’attesa. Quindi quello che generalmente si nota negli sposi che assistono all’ingresso della sposa, non si è appurato. Però, si è girato Harry che, giunto il momento, gli ha sussurrato qualcosa tipo: “E’ arrivata”. Poi è seguita la frase di William a Kate: “You are beautiful. I love you”.

Qualche particolare evidente?

La generale naturalezza; lo sposo che ha impalmato Kate ma lui, non porterà la fede; l’assenza di lacrime tra gli invitati. Eravamo noi giornalisti ad essere molto commossi.

Il cappello più originale?

Mi ha colpito di più quello di Beatrice, nipote di Carlo, figlia di Andrea. La forma ricordava le corna di un alce.

Per te, chi era la più elegante?

Samantha Cameron: niente cappello, contro la tradizione, ma con un’ elegante veste colore ottanio. Poi la madre della sposa con abito celeste, cappottino e cappello. 

I più simpatici?

Harry e la sorella della sposa Philippa detta “Pippa”, che sembra metterà da parte il “Pippa” per rispolverare il Philippa. I giochi e gli sguardi d’intesa tra i due hanno lasciato spazio alla fantasiosa possibilità che possa nascere qualcosa tra loro.

Mutamenti che sanno di cerimonia moderna?

I familiari della sposa trattati da parenti e la gioia della Regina Elisabetta. La quale, quando un suo caro si sposa, a propria discrezione regala un ducato. Ai novelli sposi ha donato quello di Cambridge. Kate ottiene il titolo di duchessa e i due sono ufficialmente il duca e la duchessa di Cambridge. All’Abbazia di Westminster, c’erano millenovecento ospiti: teste coronate mondiali, parenti delle due famiglie, tanti amici e vip. Politici solo quelli inglesi. In tutta la formalità del  matrimonio reale, c’erano le componenti di quello normale e tra le invitate anche le ex dello sposo. Quando a Buckingham Palace sul balcone, William ha chiesto a Kate il bacio di rito, lei era un poco imbarazzata, ma la folla acclamava e il principe ha quindi aggiunto: “Dobbiamo darcene un altro” e Kate è rimasta spiazzata. Poi la regina ha offerto sul posto un pranzo per seicento persone, nella modalità del bouffet, con tartine e champagne. In un momento di crisi non sono stati fatti sprechi. Finito il pranzo la Regina se n’è andata, ha lasciato il palazzo ai ragazzi, e ha permesso che i saloni fossero adibiti a discoteca, dove si è ballato sino alle 5 del mattino. 

E  poi, cosa è successo? 

La sera, Carlo e Camilla hanno allestito una cena per seicento invitati e la sposa ha indossato un abito di colore ancora bianco ed Harry, ha pronunziato il discorso del testimone. Philippa indossava un abito verde, è già la ragazza più ambita d’Inghilterra.

Quanto si avvertiva la presenza di Lady Diana?

Tanto. Nello zaffiro di Diana al dito di Kate, nell’inno che è stato dedicato alla principessa durante il suo funerale. E nel confronto costante tra la sposa e lei, nobile dal comportamento singolare e spontaneo. Fuori dalla chiesa, molte persone portavano tra le mani la foto di Diana, i due sposi andranno poi a vivere nel palazzo che fu suo. In William è tanto viva la presenza della madre, oltre che nella somiglianza, in quel che dice da sempre: il non volere ripetere, le sofferenze subite dalla mamma, la rigida etichetta del palazzo e la persecuzione dei fotografi. Passato il grande giorno, sono tornati alla vita normale.

Era molto blindata la città?

Certamente: dovevo attraversare ma un poliziotto mi ha avvertito che se lo avessi fatto, i cecchini da qualche tetto mi avrebbero sparato. Ho dovuto percorrere un giro alternativo, per cui ho impiegato un’ora.  

Al di là delle tante cose dette e delle critiche, come hai vissuto questa esperienza?

Ho vissuto quattro giorni fuori dal  mondo: in una fiaba. Vederli da vicino, grazie all’ubicazione di alcune postazioni della diretta, con i loro vestiti da matrimonio reale e le loro carrozze, mi ha catapultato nella storia di Cenerentola. E in un mondo pieno di brutte notizie, qualche giorno nella fiaba, male non fa

Morale?

Grande opportunità per la Casa Reale di comunicare la rinnovata propria immagine al popolo. I reali sono “persone normali”: ci si sposa per amore, ci si apre ai borghesi e non si sperperano soldi.

 

Login Area Personale

 

Cerca sul sito