UN MATRIMONIO PERFETTO.
 

LA CERIMONIA

L'EMOZIONE IN UN CLICK

 

Intervista a Piero Lazzari

Nuovo locale, scelta delle luci accurata, pannelli fotografici sospesi da cavi in acciaio, ritratti di matrimoni, paesaggi e volti noti del mondo del cinema visti e fotografati da Piero Lazzari che traspaiono dall’ampia vetrata che dà sulla centralissima Via Manzoni. Ci fa accomodare, e subito ci mette a nostro agio raccontandoci qualche aneddoto accadutogli durante i suoi servizi fotografici. 
Tra la redazione e Piero Lazzari intercorrono rapporti di amicizia e stima reciproca e il tono della conversazione è informale. 
Dopo qualche battuta gli chiediamo di raccontarci un pò di sé. Quando si parla di lavoro assume un tono decisamente più serio, da professionista. 
Uno che di scatti ne ha realizzati tanti e anche per committenti esigenti ed esperti di fotografia. Piero ci racconta dei suoi esordi nel 1982 e di come, nel tempo, si sia specializzato nei servizi matrimoniali, approfondendo le sue conoscenze nel mondo della fotografia occupandosi anche di fotografia per uso editoriale, pubblicitario e cinematografico.
Nel suo percorso professionale ha tenuto stage, rivolti ad altri fotografi, per Kodak, Canon e Nikon.
Piero Lazzari è fiero di essere “figlio d’arte” con una tradizione radicata in due generazioni. Suo padre e ancor prima suo nonno hanno esercitato l’attività di fotografo per anni e hanno colto dettagli della nostra città che sono rimasti immortalati nel tempo. La famiglia Lazzari ha vissuto l’evoluzione di uno strumento, la macchina fotografica, ed insieme di un linguaggio, quello fatto dalle immagini, che, come la scrittura, ha le sue regole di grammatica e di sintassi.
Un linguaggio che, nella famiglia Lazzari, era, è stato, ed è di uso quotidiano e che, pure sfugge ad una definizione.

“La fotografia – dice – ha questa magia. È qualcosa che non si può spiegare con le parole. Una immagine, in particolare una immagine fissa, è un momento congelato nel tempo. Ogni scatto è diverso da quello che avrei potuto scattare un attimo prima, oppure un attimo dopo del momento in cui ho premuto”. 

Cosa consente di cogliere l’attimo? L’istinto o l’esperienza? Cos’è che fa inquadrare e decidere il momento del click? Una sensazione a pelle o un freddo razionale ragionamento?
“Ci sono diverse componenti: l’istinto, l’esperienza, la capacità di trovare il giusto mix tra luci e colori. E poi, credo, l’emozione. La sfida, con me stesso, prima che con gli altri, è quella di catturare un’emozione e, ancor di più di riuscire, in ogni singolo fotogramma a trasmetterla”

Alla ricerca di questa emozione non si corre il rischio che il protagonista venga a trovarsi in realtà dietro l’obiettivo e non davanti?
“No! Soprattutto se la passione per il lavoro si sposa con la discrezione e il rispetto. Durante una cerimonia di nozze cerco di cogliere i momenti importanti, di creare un racconto per immagini, ma senza invadere troppo ‘il territorio’ degli sposi. Mi riferisco al territorio emotivo, a quella particolare atmosfera che è solo della coppia. Tutto qui”.

Le sue foto riflettono molto di questa filosofia di approccio minimalista dalla quale emerge, anche, una spiccata propensione per il ritratto fotografico e per l’uso essenziale della luce e delle ombre. Anche senza essere degli esperti le immagini possono essere lette da chiunque e, soprattutto, non mentono: eleganza formale e semplicità, sobrietà e naturalezza in ogni foto, senza effetti speciali, né rielaborazioni di scatti, sono il suo tratto distintivo.
Chiaro e scuro nelle sue foto si rincorrono! Scatto dopo scatto si alternano, si sostituiscono l’uno all’altro, dialogano. Questa capacità, che gli viene riconosciuta anche da molti suoi colleghi, si esalta nel bianco e nero, foto nella quale i territori del grigio diventano infiniti tra luci ed ombre.
Inevitabilmente rispetto all’inizio della sua carriera di fotografo si sono evolute le tecnologie. Su tutte l’uso della foto digitale e dei programmi di elaborazione fotografica. 

Sono strumenti che semplificano il lavoro?
“Che lo rendano più semplice è certo. Ma attenzione: ‘semplice’ non è, e non può essere, sinonimo di ‘facile’. Diffido molto della elaborazione digitale perché, il più delle volte il risultato è innaturale, senza anima. E se non c’è anima, non c’è emozione. Credo invece che bisogna sforzarsi di lavorare molto con l’obiettivo che, ancora, bisogna utilizzare la stessa sapienza che iscrive i fotografi alla categoria degli artigiani”. 

In base a quali elementi una coppia dovrebbe scegliere il fotografo?
“Gli elementi sono diversi. Il primo è senza dubbio il ‘riconoscersi’ nei suoi scatti. Domandarsi se davanti ad una sua foto il nostro senso estetico è appagato, se si riesce a leggere emozione in quello scatto. Certamente la discriminante principale non può essere il ‘prezzo concorrenziale’ o l’appetibilità di offerte e pacchetti. Il giorno del matrimonio è speciale; riguardando le foto per le coppie è fondamentale ‘ritrovarsi’ nelle immagini”.

Un aspetto, meno noto, di Piero Lazzari è la sua attività nelle produzioni cinematografiche. Gli chiediamo come ha iniziato il suo percorso: “Ho ricevuto la telefonata di un responsabile della produzione di un film che, dovendo effettuare a Trapani le riprese, ha cercato su internet un fotografo locale. Da quella fortuita coincidenza è nata la collaborazione”.

Recentemente è stato chiamato in Tunisia per le riprese di un’altra produzione: che ci dice di questa nuova esperienza? 
“È una bellissima esperienza, carica di emozioni che mi arricchisce professionalmente e umanamente. 
Ma il mondo dei matrimoni rimane la mia vera passione.”

FOTOGRAFIE LAZZARI
via manzoni, 68
Casa Santa Erice (TP)
tel. 0923.552062
www.pierolazzari.com
fotografo@pierolazzari.com

 



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